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Shunt portosistemico: la giusta dieta

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Lo shunt portosistemico è una malattia che colpisce sia il gatto che il cane. Può essere ereditaria oppure no. Negli animali affetti da tale patologia, avviene un cattivo flusso di sangue nel fegato. Generalmente il sangue dovrebbe seguire un particolare percorso che interessa in principal modo il tratto digerente per giungere al fegato  attraverso la vena porta.

La vena Porta è quella che raccoglie l’80% del sangue che proviene dagli organi addominali con il fine di portarlo direttamente al fegato depurarlo dalle tossine e rilasciare a sua volta il sangue ripulito nella circolazione sistemica.

Questo significa in altri termini, che il sangue portale non ancora depurato dal fegato raggiunge così il circolo sistemico con tutte le sostanze tossiche presenti. Quindi il mancato passaggio nel fegato può portare a delle conseguenze molto gravi, poichè le tossine non vengono eliminate dal sangue e venendo a mancare tale pulizia, queste sostanze hanno la capacità di circolare liberamente nel corpo provocando svariati sintomi, molti dei quali a carattere neurologico.

Si distinguono due tipi di shunt portosistemico:

  • shunt portosistemico intraepatico: si tratta di un’anomalia vascolare congenita che interessa soprattutto i cani di taglia grande come il Labrador, il Pastore Tedesco, e il Doberman. Nei gatti invece questa forma è rarissima
  • shunt portosistemico extraepatico: questa patologia è tipica dei cani di piccola taglia come ad esempio lo Yorkshire, il Barboncino o il Basssotto. Nei gatti invece, è la forma più frequente

Quando il cane o il gatto sono affetti da tale disturbo, ecco che sopraggiungono i sintomi.

Sintomi di shunt portosistemico

  • perdita di peso
  • crescita rallentata
  • segni di encefalopatia epatica ( depressione, letargia, convulsioni, ecc…)
  • febbre
  • intolleranza ai sedativi
  • anoressia
  • disfagia
  • vomito e diarrea

Lo shunt portosistemico molto spesso si manifesta con un’ampia gamma di anomalie neurologiche. In genere, i primi sintomi sono di natura comportamentale. Successivamente invece si riscontrano segni via via più evidenti.

E’ stato dimostrato che circa il 95% degli animali con shunt portosistemico evidenzia segni di encefalopatia epatica.

L’entità delle manifestazioni dell’encefalopatia epatica può variare da lieve a grave.

Diagnosi

Per quanto riguarda la diagnosi invece, ci sono alcuni esami da fare come per esempio gli acidi biliari pre e post prandiali oppure l’ammoniemia. Sicuramente l’ecografia può essere utile per evidenziare il problema, ma la conferma vera e propria si ha solamente con la biopsia epatica.

La terapia

Solitamente la terapia d’elezione per lo shunt portosistemico è la chirurgia, ma non sempre è possibile intervenire: rifiuto del padrone a procedere, paziente sofferente di altre patologie e quindi non è idoneo per essere operato.

Tuttavia un’alimentazione sana e naturale potrebbe aiutare il peloso  a vivere una vita serena. Quindi a questo riguardo, la dieta deve essere ipoproteica utilizzando le proteine del latte o quelle vegetali, evitando invece il più possibile uova e carne. Questo però non significa eliminare completamente dalla dieta le proteine, ma vanno somministrate con una certa cautela.

In aggiunta la dieta deve essere anche normolipidica e iperglicidida. Deve essere ricca di vitamine A, B, C, D, E, K.

Ma per ridurre il numero di batteri che producono ammoniaca è necessario associare periodicamente anche una terapia antiobiotica.

 

Un Commento

  1. Buongiorno, la mia cagnolina di 3 kg (Tibetan Spaniel) è stata operata circa 3 settimane fa per uno Shunt Portosistemico extraepatici, e ancora oggi osserva una dieta vegetariana, ma vorrei cominciare ad inserirle un po’ di carne,… sapete farmi qualch indicazione in merito? Ciao grazie viviana

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