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Gatto sterilizzato: l’alimentazione più adatta

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La sterilizzazione è diventata una pratica estremamente comune per chi decide di convivere in casa con un gatto: il comportamento di un felino sterilizzato così come le sue esigenze e le accortezze del suo amico umano non sono però altrettanto scontate.

Di solito la sterilizzazione viene consigliata per le femmine in maniera da evitare nascite difficili da gestire e smistare. Per quanto riguarda i gatti maschi invece l’operazione viene incoraggiata per evitare la marcatura territoriale e quindi gli odori sgradevoli in casa. Tuttavia se il gatto ha accesso all’esterno dell’abitazione la marcatura sarà un problema evitabile tuttavia risulterà una abitudine più pericolosa per lui. Molti gattini infatti se non sono sterilizzato hanno più probabilità di andare incontro a morsi e graffi in combattimenti con altri animali, malattie e incidenti.

Gatto sterilizzato e sedentarietà

Il gatto generalmente ha la tendenza ad uscire per cercare la compagna e percorrere chilometri ampliando il suo territorio mentre le femmine si occupano della gravidanza, del parto e del nutrimento dei cuccioli. Si tratta in ogni caso di situazioni che richiedono un grande dispendio di energie, sia per i gatti maschi sia per le femmine.

Dopo la sterilizzazione invece il gatto riduce al minimo il proprio territorio, non ha esigenza di cacciare per nutrirsi e di conseguenza le sue necessità energetiche scendono di circa il 30% rispetto al normale fabbisogno. La giornata viene trascorsa prevalentemente dormendo, stiracchiandosi, dedicandosi alla propria igiene senza necessità particolari: né di procurarsi cibo né di esplorare il mondo. Molti gatti tendono al sovrappeso dopo la sterilizzazione per via di richieste di cibo sempre più frequenti con la difficoltà di regolarsi in maniera autonoma con le quantità.

Gli alimenti migliori per un gatto sterilizzato

Per aiutarlo quindi a non eccedere è importante scegliere alimenti con una bassa percentuale di grassi ed in particolare il cibo umido è estremamente indicato perché ne contiene molti meno rispetto al secco. Inoltre grazie alla maggiore presenza di umidità il gatto tenderà a sentirsi molto più sazio, avendo però ingerito meno calorie.

Il cibo secco dovrà apportare solo grassi polinsaturi provenienti ad esempio dagli oli del pesce o del pollo. Bisogna fare molta attenzione ai grassi saturi e ai grassi non identificati chiaramente nelle etichette. Il secco va ridotto e frazionato in più somministrazioni in maniera che il micio possa essere accontentato con qualche croccantino alle varie richieste, senza eccedere nel dosaggio giornaliero complessivo. Un’ottima idea è quella di nascondere i croccantini all’interno di giochi e scatole in maniera da spronare il gatto a passare il tempo in movimento, mangiando meno. Ovviamente non tutti i grassi vanno eliminati dato che fisiologicamente il gatto – come qualsiasi altro animale – ne ha necessità per poter vivere bene e in salute.

Prevenire calcoli e renella: l’importanza dell’acqua per un gatto sterilizzato

Un altro aspetto da tenere in considerazione nella vita di un felino sterilizzato è la sua predisposizione maggiore a soffrire di calcoli alla vescica: normalmente i gatti tendono a bere poco e dormendo tutto il giorno a seguito della sterilizzazione, la sete diminuisce ulteriormente. La pipì quindi sarà ancora meno frequente e più spesso ristagnerà dentro la vescica predisponendo alla formazione di piccoli calcoli o alla sabbiolina nota come renella.

Per aiutare quindi il nostro piccolo amico è possibile acquistare le classiche fontanelle, spargere ciotole in più punti della casa cambiando l’acqua frequentemente in maniera che sia sempre pulita e fresca e aumentando il cibo umido nel suo regime alimentare. Quando scegliamo quindi gli alimenti è meglio non fermarsi alle semplici scritte dedicate ai cibi light o alle diciture per gatti sterilizzati: leggiamo bene le etichette così come faremo per noi e saremo sicuri di aver scelto cibo di qualità.

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